Corsa Alchemica

Corsa Alchemica

Se c’è una cosa che accomuna qualsiasi animale terrestre – ma anche volatile ed anfibio – è la presenza di gambe o zampe.
Per poter uscire dall’acqua primordiale, i primi preistorici pesci hanno certamente dovuto sviluppare un modo per muoversi sulla terraferma. Da questo possiamo comprendere come l’atto di camminare sia alla base dell’evoluzione, ma non solo: esso è un atto che simbolicamente indica l’avanzare, il quale è a sua volta un’espressione di quello che è la vita stessa: movimento. La corsa alchemica della vita.

E fu così che dal camminare si passò, saltando qualche milione di anni…a correre!
La prima esigenza fu certamente quella di acchiappare prede, e quindi al contempo quella di scappare dai predatori.
Ma facciamo un’altro salto nel tempo ed arriviamo ai giorni nostri: se camminare è una metafora dell’avanzamento nel cammino della vita, correre è accelerare andando incontro a qualcosa.

Cambiare le proprie abitudini

Oggi sono andato a correre al solito campo di atletica pubblico nel mio paese, ma per la prima volta ho fatto qualcosa di diverso: non ho seguito la solita direzione che tutti tengono, e che è segnata sul campo con delle frecce.
Mi sono messo a correre in senso opposto, e solo questa decisione ha cambiato inspiegabilmente in me qualcosa nel modo di correre…e di pensare.

A volte – per non dire sempre – ci assuefacciamo a routine che nemmeno ci rendiamo più conto di seguire. Queste diventano nel tempo una sorta di piccoli rituali quotidiani che ci vincolano ad certo modo di muoverci, di agire e quindi, di riflesso, di pensare.
Talvolta sono consuetudini – come la direzione sul campo di corsa – altre volte sono condizionamenti ereditati da parenti o stili di vita abitudinari.
Cambiare ogni tanto alcune abitudini può aiutare a rompere schemi mentali, o perlomeno lo schema mentale della ripetizione senza attenzione.

Dopotutto, andare controcorrente a volte può portare a rivalutare molti aspetti della propria vita che si davano per certi…

Correre per mettersi alla prova

Prima di spiegarti il metodo che mi è venuto in mente mentre correvo, vorrei porre l’attenzione sul superare i propri limiti.
Effettivamente la corsa è il metodo più naturale e soprattutto gratuito con cui ci si può allenare per restare in forma, ma non è solo questo.
A differenza del camminare, che comporta minor dispendio di energie ed affatica meno i muscoli e gli organi (a parità di tempo s’intende), correre anche a bassi ritmi richiede uno sforzo maggiore, che è quello allenante.

Non è però questo il punto. Il punto è che questo metodo naturale può essere utilizzato per mettersi alla prova nella prestazione prolungando il percorso oppure riducendo il tempo di allenamento a parità di percorso (correre più veloce).
Questo semplice atto, se portato avanti con volontà e costanza, apporta grandi benefici alla stessa Volontà in tutte le sue forme – ovviamente anche quella magica, che è quella di nostro interesse! –

Inoltre aiuta a superare quei periodi della vita in cui si soffre per qualcosa, poichè superare i limiti è superare le avversità, senza contare che stancando il fisico la mente avrà meno combustibile per tormentarvi con i pensieri negativi!

Corsa Alchemica:
una corsa in tre fasi

Quello che segue non è un metodo di allenamento.
Eppure è un metodo di allenamento alla Vita.

Così, correndo per una volta al contrario, è scaturita questa insolita idea di corsa…filosofica!
Correre all’inverso del flusso comune è un po’ come far girare al contrario un ingranaggio, e dato che in questa società tendiamo ad essere ingranaggi perfetti del sistema, potrebbe essere la volta buona per cominciare a dire NO

Premetto che sono un pessimo corridore (la corsa mi annoia) e corro soltanto per tenermi un po’ in forma, quindi i numeri di cui ti parlerò potranno sembrarti ridicoli, ma puoi sempre moltiplicarli per due o più.
Il punto infatti è soltanto il metodo di approccio, che è una metafora della Vita.

Forse non tutti sapete che anticamente le divinità femminili di svariate tradizioni venivano rappresentate con tre volti, oppure nel gruppo di tre sorelle. La Tridevi per gli hindu, Ecate per i greci e Brigid per i celti sono i tre esempi più noti di questa triplicità.
Ebbene questa triade rappresenta le tre fasi della vita di ogni essere umano: gioventù, maturità, vecchiaia.
Questo metodo di corsa consapevole può portare molti stimoli di riflessione, e quindi di cambiamento. Vediamo come.

Una corsa alchemica

Cos’è l’Alchimia?
L’Alchimia è per antonomasia associata al termine “Trasmutazione”, ossia trasformazione, ossia cambiamento.
Anticamente era l’arte di trasformare il piombo in oro, il che metaforicamente equivaleva al trasformare la propria Anima da grezza a spiritualmente elevata.

Questo tipo di corsa, se vissuta consapevolmente, può portare a sbloccare degli schemi di pensiero attraverso la semplice pratica fisica.
Nella vita non è importante avere sempre ragione quanto avere una mentalità flessibile e riflessiva, in grado di osservare, valutare e mettere in discussione le proprie convinzioni qualora esse si rivelino fallaci.
Questa è la caratteristica delle menti più brillanti e delle anime più evolute: chi si arrocca nelle proprie convinzioni infatti – tanto da negare anche la realtà – spesso finisce nel fanatismo o nella bigotteria.

Pertanto approccia a questo metodo con apertura, ascoltando le impressioni che ti arrivano man mano che avanzi nelle sue tre fasi.

L’importanza del Numero

Questa Corsa Alchemica è strutturata anche attorno ad una simbologia numerologica.
Tre è il numero perfetto, si sa, e per chi non è allenato lo è ancor di più: 3 giri di campo non sono pochi e non sono tanti, tutti possono farli, anche allenandosi una sola volta a settimana.
Nove è il risultato finale delle tre ripetizioni da 3 giri, che in numerologia rappresenta il compimento, la fine di un ciclo.

Come dicevo poco fa, puoi moltiplicare il numero di giri di ogni fase, oppure il numero di serie da 9, l’importante è mantenere la base esoterica del multiplo di Tre.

Le tre fasi della Corsa Alchemica

Prima fase: Gioventù

La prima ripetizione di 3 giri di campo (si intende il classico campo di atletica leggera da 400m) rappresenta la gioventù.
L’età simbolica è quella dalla nascita ai 30 anni. In questa prima fase abbiamo infatti un sacco di energia perchè abbiamo appena cominciato l’allenamento.

La corsa sarà ben sostenuta, ci si affaticherà relativamente poco (una volta preso il ritmo) e i primi 3 giri passeranno in fretta.
Proprio come accade nella vita vera, a questa età si hanno moltissime energie ed è bene usarle senza troppa parsimonia poichè si sa, gli anni migliori volano velocemente e le energie tendono a diminuire col tempo: se non si approfitta di esse quando ci sono, si rischia poi di pentirsene.

Il tempo di recupero sarà di un minuto e mezzo circa, in cui consiglio di sciogliere un po’ i muscoli e sedersi giusto qualche secondo prima di ripartire.

Seconda fase: Maturità

La seconda serie di 3 giri rappresenta la maturità, o età adulta, la cui età simbolica è quella dai 30 ai 60 anni. In questa fase abbiamo ancora energie, ma non siamo più “freschi”, pertanto sarà bene cominciare a non disperderle più inutilmente.
La corsa inizia a farsi più tranquilla, senza eccessi, regolare, ma sempre sostenuta. In questa fase della vita bisogna imparare a prendersi del tempo per sè, a rallentare gradualmente i ritmi giornalieri e a risparmiare energie per il passo finale.

Il tempo di recupero sarà di 2 minuti circa, in cui si può riprendere fiato e anche sdraiarsi un po’. La ripresa per il terzo giro sarà più faticosa ma fra poco ti spiegherò il senso di queste pause.

Terza fase: Vecchiaia

La terza fase, sempre di 3 giri, rappresenta infine la vecchiaia. L’età simbolica è quella che va dai 60 ai 90 anni.
Le forze iniziano a mancare, ci si rende conto del peso degli anni sulle proprie spalle ed è bene morigerare ogni singolo sforzo in funzione di avere le energie necessarie per gli eventi più significativi.

In quest’ultima fase la corsa può anche essere più rilassata, ma la cosa più importante è non fermarsi mai nè camminare, anche fosse solo per alcuni secondi!
Mai come in quest’ultimo tratto di vita è infatti richiesta determinazione e concentrazione, soprattutto in vista del “Grande Salto” finale: la Morte. Sì lo so, non ti piace leggere questa parola, nè vuoi pensarci, ma…mi dispiace, la devi guardare in faccia prima che sia lei a presentarsi quando non sei pronta/o!

Alla fine del nono giro, il tempo di recupero sarà a tua discrezione, e potrai camminare o sdraiarti per riposarti completamente. Prima di cominciare l’allenamento però, ti consiglio di leggere i prossimi consigli, perchè hanno una certa importanza.

L’importanza della pausa nella corsa alchemica

Se guardiamo la vita della maggior parte delle persone, possiamo capire che ciò che più manca sono le pause di riposo.
Nella frenesia del lavoro e della società moderna, nonchè della vita privata e familiare, di rado esistono momenti liberi per sè stessi: tutto è sempre fatto di corsa, e anche quei momenti che si vogliono dedicare al relax diventano quasi degli “impegni”.
Tutto ciò è molto stressante e quindi poco salutare.

Nella Corsa Alchemica la pausa è di fondamentale importanza per due motivi:
1. E’ un modo per ricaricare le energie ed evitare così esaurimenti
2. E’ una sorta di premio, un meritato riposo che sempre dovrebbe spettarci dopo ogni impresa che portiamo a termine con successo (simbolizzata dai tre giri). Da un altro punto di vista, è come la vacanza estiva dopo un anno di duro lavoro.

Dal punto di vista dell’allenamento fisico, alcuni potrebbero vederla come non ottimale in quanto si “spezza il fiato”, che va poi recuperato con maggiore fatica. Ma al contempo la ripresa dopo una pausa è allenante nella vita per tutte quelle situazioni in cui, dopo aver recuperato le forze, si è costretti a dare di nuovo il massimo (ad es. riprendere il lavoro dopo le vacanze).

La pausa è inoltre va appositamente a minare la volontà, poichè la stanchezza predominerà sulla voglia di ricominciare, e questo è assolutamente ottimo in ambito magico per sviluppare la Forza di Volontà!

Dare sempre il massimo nella corsa alchemica

C’è un aspetto che non vi ho mai nominato nelle tre fasi poichè lo ritengo opzionale, anche se lo consiglio vivamente.
E’ lo scatto finale.
Il mio consiglio è infatti di chiudere sempre ogni serie di 3 giri con un breve tratto in cui si dà il massimo.
Questo tratto può essere aumentato (o diminuito, ma aumentando la velocità!) di fase in fase, ma anche questa è soltanto un’altra opzione per arricchire l’esperienza di questa Corsa Alchemica.
Tutte le sensazioni e le riflessioni che emergeranno durante essa, saranno infatti un tuo tesoro esperienziale che potrai applicare a qualsiasi aspetto della tua vita quotidiana. Devi solo provare.

Vi lascio infine altre idee di completamento per questo inusuale allenamento:

  • Il decimo giro: il 10 in numerologia è un numero di Soglia, un passaggio di stato (Arcano X: La Ruota). Potete farlo camminando e cambiando senso di marcia, ossia tornando a seguire il consueto senso di marcia della pista.
  • L’undicesimo giro: Arcano XI: La Forza, ossia il nuovo inizio e la conquista di valori più elevati. Potete eseguire quest’ultimo giro con una corsa di defaticamento in cui potrete meditare su nuovi propositi o nuovi progetti.
  • Il sacrificio: non bere fino alla fine dell’allenamento. Per alcuni è impensabile, per altri un’agonia, ma…non c’è vero premio senza sacrificio! ; )

Buon Allenamento!

 

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